venerdì 13 febbraio 2015

Le mie considerazioni su Sio

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Da qualche giorno, le discussioni sul nuovo corso di Dylan Dog sono state sostituite da un gran parlare su un altro prodotto, sempre di origine italiana: Scottecs Magazine, edito dalla Shockdom Edizioni.
In poche parole altro non è che una pubblicazione cartacea dei fumetti creati da Sio  destinata all'edicola. Ma chi è questo figuro, vi starete chiedendo?

In tutta sincerità, nonostante egli abbia migliaia e migliaia di fan, fino all’altroieri ero fra quelli che non l’avevano mai sentito nominare. Una ricerca su Internet ha colmato subito la mia ignoranza, e scopro che è un autore che da qualche anno pubblica sul web fumetti e videofumetti demenziali.



Qui di seguito i link agli spazi online di Sio:
Pagina Facebook
Canale Youtube
Canale Youtube di Scottecs

Qui un link per approfondire la faccenda:
http://www.lospaziobianco.it/141081-fenomeno-scottecs-megazine-potere-web


Il successo, prima in termini di notorietà e poi di vendite, ha sollevato un bel polverone di animate diatribe fra gli appassionati di fumetti.
Si son susseguite opinioni come: Scottecs non può essere considerato un fumetto,  fa schifo, è qualcosa di dannoso, è una pubblicazione che distrugge l’editoria a fumetti, costa troppo, etc.

La mia opinione su questa faccenda da un lato difende questo autoredall'altro mira a voler mettere in risalto i veri problemi su cui dovremmo riflettere


EDIT AGOSTO 2015: da oggi è disponibile la versione video di questo articolo.



- Scottecs non è un fumetto?

Lo scopo di un fumetto è raccontare una storia, che può essere una vicenda, una cronaca, un fatto o una gag. Sulla semplice base di ciò, sì, i fumetti di Sio sono a pieno titolo fumetti, punto. Possiamo poi certamente parlare se faccia divertire o meno (a me davvero poco), ma questa è un’altra questione.


Ad esser franco, ecco una di quelle vignette che non ho capito...


- Scottecs fa schifo (in termini grafici)?
Certo, è buffa, ma per me è 'sta vignetta che cmq fa "vomitare".

1) Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace: anche qui non c’è molto su cui discutere.

2) Come detto prima, la funzione madre di un fumetto è appunto quella di raccontare un fatto. Il disegno è il mezzo tramite il quale, nel fumetto, si racconta. Fintantoché questo assolve il suo compito, il fumetto si può chiamare fumetto. Se poi viene utilizzato un tipo di tratto piuttosto che un altro per raccontare qualcosa, il fatto che possa piacere o meno è una questione che ha a che fare coi gusti personali e di come pensiamo debba essere fatta una determinata cosa.

In parole povere, su questo aspetto tutta la polemica è: i disegni di Sio sono disegni da bambino dell’asilo e hanno più considerazione di un “bel disegno” fatto da qualcuno che ha studiato in una scuola o che è un esperto nel campo del fumetto. Siccome “fanno schifo”, non dovrebbero avere così successo. E i fumetti “disegnati bene” dovrebbero vendere tantissimo, perché fatti con maestria.

Qui ci sono due errori. Il primo è stabilire un assoluto per il quale qualcosa faccia schifo. Il secondo è non tenere conto dello scopo dei suoi fumetti. Lo scopo dei fumetti di Sio è (provare) a far divertire. Il suo successo non è da imputare a manovre politico-mafiose da serie televisiva, ma deriva dal semplice fatto che…Sio piace agli italiani, niente di più e niente di meno.

Siccome il suo scopo è divertire, una gag può benissimo essere raccontata con tratti così infantili (penso che ciò sia una cosa comunemente accettata) . E proprio in virtù di questo suo tratto, riesce a farsi capire da un numero elevatissimo di persone. Facciamo una equazione: il tratto di Sio sta a un testo facile da leggere, così come il tratto di un Serpieri sta a un decreto legge (o quasi). I fumetti di Sio vengono poi prodotti molto velocemente, e ciò soddisfa la fame di essere intrattenuto dell’italiano medio, laddove invece quest’ultimo, solo per provare a leggere qualcosa di più elaborato e ricercato è costretto ad aspettare molto tempo. C'è da dire inoltre che le vignette di Sio le può pure leggere gratis.

Ricapitolando, Sio piace perché:

1) L’italiano medio lo reputa divertente.
2) L’italiano medio riesce a capire ciò che vuol raccontare.
3) L’italiano medio può essere sfamato di nuove gag a un ritmo molto veloce.
4) I suoi fumetti e videofumetti sono perlopiù gratis.


- Scottecs è qualcosa di dannoso ed è un male per l’editoria a fumetti italiana?


A) Il modello economico in cui viviamo se ne frega altamente di ciò che è giusto o no: l’importante è fare cassa. Si reputa che Sio possa vendere? Bene, si pubblica e chi se ne importa. Gli unici limiti sono dettati dalla legge, al di fuori di questa la cosa essenziale è, appunto, fare soldi.
Che nessuno si offenda, ovviamente non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma la realtà dei fatti è palesemente questa. Ragioniamo sull'aspetto di questo sistema, piuttosto che su Sio.

B) Non è certamente Sio la causa della crisi dell’editoria a fumetti italiana e non vedo come possa rappresentare il male. Complice la crisi economica, il mondo del fumetto italiano è in crisi solo perché non sa essere competitivo, perché manca di idee, perché si limita ad importare prodotti e perché troppo attaccato a modelli che andavano bene anni va, non adesso. C’è chi sembra averlo capito (come Bonelli o la stessa Schockdom), ma tutti gli altri non mi hanno dato questa impressione.

C) Sio è dannoso? Se la la comicità demenziale è un danno, allora bisognerebbe bandire pure, per dire, Frank Matano.


- Sio abbassa il livello culturale medio circa i fumetti?

Non credo.

1) Non è detto che chi legge Sio poi non legga qualcosa di più ricercato. Insomma, facciamo un esempio buffo: c'è gente che tracanna video porno, ma non è detto che poi non possa vedere film di diversa natura. Suvvia.

2) Sio riempe quel blocco di intrattenimento chiamato “comicità demenziale”. Attira, con quel poco che gli basta, un gran numero di lettori, sia che essi siano casual che non. Se gli altri non sanno riempire blocchi più sofisticati e non sanno attirare l’attenzione su di questi, il problema non è Sio, ma il sistema Italia nel suo complesso. Tant'è che questo aspetto della questione è strettamente correlato al calo dell’interesse verso la lettura, laddove il sistema scolastico - educativo in generale ha pure parecchie falle. Se qualcuno ci vuole ignoranti e manovrabili, o ci rende tali, di certo non dobbiamo mettere in croce un povero cristo che fa fumetti demenziali, quanto piuttosto chi favorisce questo stato stagnante di cose.

Dulcis in fundo, in estrema sintesi il mio pensiero attuale su questa questione è il seguente: i fumetti di Sio sono fumetti e non sono la causa della crisi del fumetto in Italia. La vera causa è il sistema generale, che a mio avviso deve essere assolutamente cambiato in qualcosa di più giusto, fertile e sostenibile.

5 commenti:

  1. Mamma mia, in questi giorni ne ho lette di ogni colore su Scottecs, e un parere così imparziale e assennato da uno che (a quanto pare) nemmeno apprezza la comicità di Sio, mi sembra quasi un miraggio. Mi sono quasi commosso, in verità!
    Complimenti, hai un lettore in più!

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  2. Ti ringrazio, Tiziano! Felicissimo che tu abbia deciso di seguire il mio blog. :)

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  3. Complimenti! Pensavo di ritrovarmi a leggere qualche altra critica nei confronti di Sio.. Invece la tua opinione é stata ragionata e imparziale. :) bel blog!

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  4. ..però, abolire Frank Matano.. non si può fare un'eccezione?

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    1. D'accordo, sono con te: bandiamo Frank Matano da tutti i parco giochi d'Italia! XD

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